Maryam, la prima vittima dei proiettili israeliani contro la Marcia del Ritorno

Maryam, la prima vittima dei proiettili israeliani contro la Marcia del Ritorno

Maryam, la prima vittima dei proiettili israeliani contro la Marcia del Ritorno, potrà riprendere a camminare

Abbiamo incontrato Maryam nella sua casa di Istanbul, dove vive con la mamma e i fratellini, in attesa di terminare l’infinita serie di chirurgie ricostruttive e tornare a casa, a Gaza. Eravamo parte di una delegazione di giornalisti, politici e attivisti umanitari europei e arabi – a Istanbul per il Tawasul III, il forum internazionale sui Media e la Palestina -, guidata dall’API e Abspp onlus, e con la partecipazione dell’ex vice-presidente del Parlamento Europeo, Luisa Morgantini. Maryam è stata la prima di una serie lunghissima di vittime palestinesi della ferocia israeliana ai confini con la Striscia di Gaza. “Mi trovavo davanti alla barriera, ero disarmata – racconta l’adolescente -. Sventolavo la bandiera palestinese, quando i soldati israeliani mi spararono un proiettile a farfalla, frantumandomi la gamba. Fu una sofferenza terribile. La prima operazione avvenne a Gaza, senza anestesia, a causa della grave mancanza di strumentazioni mediche e farmaci prodotta dal blocco israeliano. “La mia famiglia tentò di farmi curare in Egitto, ma lì strapparono le mie cartelle mediche. Inoltre i medici volevano amputarmi la gamba. Un video che parlava del mio caso e delle ferite inferte dai soldati israeliani, mi aiutò a trovare soccorso in Turchia. Gli Egiziani avrebbero voluto rimandarmi a Gaza, ma l’ambasciatrice turca al Cairo si oppose e si offrì di aiutarmi, e così fece anche l’ambasciata palestinese. Finalmente riuscii ad arrivare a Istanbul, dove un’organizzazione umanitaria, la IHH, si occupò di trovare una casa per me, mia madre e i miei fratelli, e sta pagando le mie spese mediche”. Finora Maryam ha subito 48 operazioni chirurgiche, e altre ancora l’aspettano, per la ricostruzione della gamba, ridotta in pezzi e in putrefazione, e per poter riprendere a camminare. Dieci medici specializzati l’hanno operata e curata. A Istanbul lei e i suoi fratelli stanno frequentando le scuole. Maryam è una dei tanti bambini e adolescenti feriti o uccisi dalle forze israeliane durante la Grande Marcia del Ritorno – la manifestazione di massa in corso da marzo di quest’anno, per i diritti innegabili del popolo palestinese a una vita degna e al Ritorno nei luoghi d’origine delle loro famiglie. Ci si chiede quando e se, finalmente, il colonialismo israeliano pagherà per i crimini che compie da 70 a questa parte contro la popolazione autoctona palestinese. Angela Lano

© Agenzia stampa Infopal E' permessa la riproduzione previa citazione della fonte "Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it"